Successione ereditaria – la successione legittima e testamentaria


Successione testamentaria e legittima. Differenze, chi deve presentarla e quanto costa

DEVI PRESENTARE UNA SUCCESSIONE? SEI UN EREDE? SCOPRI CHI DEVE PRESENTARLA, QUANDO VA PRESENTATA E QUANTO COSTA

La successione deve essere presentata al momento della morte del de cuius, il quale prima di morire aveva ancora di beni immobili in proprietà o altro diritto reale.
La successione può essere testamentaria o legittima e gli eredi sono chiamati a rispondere dell’eredità.

Vediamo di capire quando va presentata, chi deve presentarla, differenze tra successione testamentaria e legittima e quanto costa.

Allegati necessari:

  • dichiarazione di successione legittima o testamentaria
  • dichiarazione sugli eredi
  • prospetto di autoliquidazione delle imposte di successione
  • redazione modello F/24 delle imposte
  • eventuale dichiarazione agevolazione prima casa
  • certificati della banca o posta nella quale sono certificati i titoli o conti intestati al de cuius
  • volture catastali

Approfondimento:

  1. testamento olografo e pubblico
  2. Sito Agenzia delle Entrate dove puoi scaricare il nuovo programma per l’invio della successione telematica

Che cos’è la successione?

Si ha la successione in un rapporto giuridico quando questo viene trasmesso da un soggetto ad un altro.

La successione comporta quindi il subingresso di un soggetto ad un altro nella titolarità di uno o più rapporti giuridici.

Essa avviene nel momento del decesso di un familiare (padre, madre, sorella, fratello, ecc.) in cui il “de cuius” muore lasciando beni immobili come ad esempio fabbricati, terreni o titoli, conti ecc.

I diritti trasferiti sono la proprietà in quota di possesso al momento della morte e i titoli come fidi, credito bancario o postale ecc., mentre i diritti reali come l’uso, l’abitazione, l’usufrutto, cessano al momento della morte del “de cuius”.

Quando si apre?

L’apertura della successione avviene nel momento della morte del “de cuius” nel luogo dell’ultimo domicilio, attestato da un certificato di morte.

Accettazione dell’eredità

Nel nostro ordinamento non sono ammessi acquisti coattivi ed è erede solo il soggetto che voglia essere tale.

La chiamata a succedere diventa efficace solo con l’accettazione (mezzo tecnico con cui il chiamato in successione acquista l’eredità), esso si estingue se non esercitato entro dieci anni, mentre se il chiamato muore senza aver accettato l’eredità, il diritto di accettare si trasmette agli eredi automaticamente.

L’accettazione può essere:

  • pura e semplice;
  • con beneficio d’inventario.

Con l’accettazione pura e semplice l’erede confonde il suo patrimonio con quello del defunto che divengono, in tal modo, un unico patrimonio, questa conseguenza può non sempre essere conveniente per l’erede, perché se nel patrimonio del de cuius i debiti superano i crediti, l’erede sarà tenuto comunque ad onorarli. Per questo motivo potrebbe convenire accettare l’eredità, non puramente e semplicemente, ma con beneficio di inventario in modo da non dover rispondere con il proprio patrimonio per i debiti che erano del defunto.

A volte l’accettazione beneficiata non è facoltativa, ma obbligatoria; in particolare devono accettare con beneficio d’inventario:

  • i minori o gli interdetti (art. 471 c.c.);
  • i minori emancipati o gli inabilitati (art. 472 c.c.)
  • le persone giuridiche, le associazioni, fondazioni e gli enti non riconosciuti, escluse, però, le società commerciali (art. 473 c.c.).

La rinuncia all’eredità

La rinuncia invece è un negozio unilaterale con il quale il chiamato dichiara di non voler acquistare l’eredità.

Con quest’atto egli rimane completamente estraneo alla successione, rimanendo estraneo quindi sia al pagamento di debiti che all’acquisizione dei beni devoluti in eredità.

Tale dichiarazione può essere resa dal chiamato ad un notaio e al cancelliere del tribunale territorialmente competente.

A differenza dell’accettazione, la rinuncia è revocabile sempre che non siano trascorsi dieci anni.

Successione legittima

L’espressione di successione legittima, significa successione per volontà di legge e non per effetto di volontà privata espressa mediante testamento. I presupposti sono:

  • mancanza di testamento oppure testamento nullo o revocato;
  • esistenza di un testamento che dispone solamente di alcuni dei bei devoluti in successione, in questo caso si avrà sia successione legittima che testamentaria.

Nel caso di successione legittima i beni del defunto sono devoluti al nucleo familiare, i successori legittimi sono il coniuge, i discendenti (legittimi e naturali), gli ascendenti legittimi, i collaterali e gli altri parenti fino al sesto grado di parentela (art. 565 cc.).

Se i successori mancano, l’eredità è devoluta allo Stato (art. 586 cc.)

Gli eredi sono classificati in tre ordini:

  • i discendenti (figli legittimi, naturali e adottivi);
  • gli ascendenti, fratelli e le sorelle;
  • gli altri parenti collaterali fino al sesto grado.

Ciascun ordine esclude il successivo, mentre il coniuge concorre con i primi due ordini ed esclude il terzo.

Il codice civile disciplina le quote da assegnare in virtù dei successori legittimi a cui vengono devoluti i beni che entrano in successione.

Successione testamentaria

La successione testamentaria è l’atto con quale una persona dispone, per il tempo in cui avrà cessato di vivere, di tutti i propri beni.

Esistono due forme di testamento pubblico ed olografo come meglio descritto in questo approfondimento.

Quanto costa? le Imposte di successione

Le imposte per i beni immobili vengono calcolati su base imponibile sulla rendita catastale rivalutata con i seguenti coefficenti di rivalutazione e precisamente:

– per i terreni:                                                            112,50

– per i terreni pertinenziali di prima casa:        103,125

– per i fabbricati:

            – categorie C/1 ed E:                                    42,84

            – categorie A/10 e D:                                    63,00

            – categoria B:                                               147,00

            – altri fabbricati:                                         126,00

– per fabbricato abitativo prima casa:             115,50

Le imposte da autoliquidare sono:

Imposta ipotecaria      2%

Imposta catastale       1%

Tassa ipotecaria       €. 35,00

Imposta di bollo         €. 64,00

Tributi speciali           €. 19,00

Può essere richiesta l’agevolazione prima casa nel caso in cui un erede ha la residenza e domicilio presso l’immobile, in quest’ultimo caso la tassa da versare è fissa e cioè:

Imposta ipotecaria      €. 200,00

Imposta catastale        €. 200,00

Restano invariati gli oneri di Tassa ipotecaria, imposta di bollo e tributi speciali. 

DOVE PRESENTARE LA SUCCESSIONE – SUCCESSIONE TELEMATICA

La nuova dichiarazione di successione e domanda di volture catastali – con riferimento alle successioni aperte a decorrere dal 3 ottobre 2006 e salvo specifiche eccezioni – deve essere presentata esclusivamente per via telematica, mentre se il decesso è avvenuto prima del 3 ottobre 2006, per la presentazione deve essere utilizzato il Modello 4. Per le dichiarazioni integrative, sostitutive o modificative di una dichiarazione presentata con il Modello 4 occorre continuare a utilizzare questo modello seguendo le relative modalità di presentazione. In tal caso, l’ufficio territoriale competente è lo stesso presso il quale è stata presentata la prima dichiarazione. 


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